Nane Brune
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Fino ad abbastanza recentemente la nostra conoscenza sulle stelle ed I pianeti era pressochè lineare. Le stelle splendevano, emettendo luce per i processi di fusione dell’idrogeno, e i pianeti erano oggetti scuri che orbitanti attorno a loro Questo era semplicemente il senso comune. Nessuno spendeva troppe notti insonni preoccupandosi di cosa accadrebbe quando un oggetto, sottostante al processo di accrescimento di gas per formare una stella o un pianeta, finirebbe la massa in qualche luogo intermediario. C’è una grandezza critica di circa 80 volte la massa di Giove alla quale un corpo può sostenere la fusione dell’idrogeno dovuta a temperature e pressioni generate dalla sua gravità (1). Quando una stella si è formata. La formazione dei pianeti è molto meno conosciuta, e l’emergente scoperta di pianeti extra-solari stanno movendo gli astrofisici nel rivedere e correggere le loro teorie. Non di meno, quando un pianeta si sta formando, oltre molte masse di Giove in grandezza, poi rimane semplicemente così; un pianteta. Come la massa si accresce, le cose cominciano a diventare più complicate.

 

Sagan, Shapley & Marley

 

Il concetto di nane brune è stato accantonato per un po’ di tempo, sebbene dati non troppo solidi sono stati disponibili fino ad abbastanza di recente. Carl Sagan citò enigmaticamente una descrizione degli anni ’50 riguardo le nane brune nel suo libro “Pale Blue Dot”  datato 1995.
”Negli anni ’50, fu suggerito dall’astronomo Harlow Shapley di Harvard che le nane brune – lui le chiamava “Stelle Lillipuziane” – erano abitate, Si immaginò le superfici calde come un giorno di giugno a Cambridge, con grandi vastità. Ci sarebbero stelle dove gli uomini potrebbero sopravvivere e esplorare." (2)

Ciò che rende questa citazione strana è che la conoscenza di Sagan sulla natura delle nane brune deve essere stata vastamente superiore a questo datato e semplice punto di vista di Shapley. Allora perchè usare ciò quando risulta ovvia l’erratezza del concetto? Lui non mitigò la cosa offrendo un punto di vista più moderno riguardo la natura delle stelle fallite. Posi questa domanda al Dottor Mark Marley, un accademico specializzato nello studio di nane brune, e questa fu la sua risposta:  

"Ho visto la citazione nel libro e concordo con te che non è molto rilevante. Ma quando Sagan scrisse il libro c’era solo un’evidenza indiretta delle nane brune. Oggi sappiamo che esistono e  che sono veramente simili a Giove. Quando scrisse quel libro, era possible, sebbene non del tutto, che le nane brune potevano essere qualcosa di simile alla terra. Noi oggi sappiamo che questo non è un caso. Se io avessi scritto il libro, sapendo quello che si conosceva al tempo, non avrei avuto incluso la citazione.

"Nota che mentre le nane brune sono inabitate, esse, però, possano avere lune abitabili." (3)

All’incirca così. Dovrei menzionare che Mark Marley non sottoscrive il mio lavoro in alcun modo, e mi stava dando solo alcune risposte d’aiuto riguardo le mie domande sulle nane brune. Comunque la sua risposta include in sè l’inestimibale avviso che la vita potrebbe essere possibile sulle lune di una nana marrone.

 

Quando le nane brune diventano rosse

 

Il termine “nana bruna” fu usato per la prima volta da Jill Tarter, dell’istituto SETI, nella sua tesi di dottorato del 1975, per correggere l’uso del precedente termine “nana nera”. Come lei dice:  
"L’uso del termine “nana near” fu inappropriate perchè fu già stato usato per descrivere la fase finale di una stella  completamente evoluta come se si raffreddasse dallo stadio di nana bianca." (1)

Le nane brune sono difficili da trovare. Loro “ardono solo fievilmente”, emettendo la maggior parte della loro radiazione negli infrarossi. Questo perché sono sotto il limite stellare di 0.08 masse-solari, e non riescono ad innestare il processo di fusione stellare. Invece, esse emettono radiazione lasciata oltre la loro formazione. Durante il breve intervallo di vita di una nana bruna, più sono giovani, più appaiono luminose. Così abbiamo più possibilità di scoprire nane brune che si sono già formate. Come invecchiano, cominciano ad apparire come Giove,a differenza solo di una massa molto più grande. In generale, ci si aspetta che la luminosità di una nana bruna possa essere all’incirca un centunmillesimo di volte di quella del Sole (4). Le sue caratteristiche spettrali sono diverse da quelle delle stelle più fredde, mostrando inusualmente una linea di assorbimento del litio,elemento a breve vita.

Contrariamente alla descrizione implicata dal suo nome, la nana bruna appare rossa, molto rossa.  Una nana bruna fu scoperta nelle vicinanze del sistema solare da Maria Theresa Ruiz(*) dell’ESO (Osservatorio dell’Europa Meridionale) nel 1997, una scoperta che offre un potenziale per molti studi migliori di questi oggetti sfuggevoli. Lei li denominò KELU-1, il termine che sta per “rosso” nel linguaggio delle popolazioni indigene del centro Cile. 

  (*) Lavora anche in collaborazione con il dipartimento di astronomia di Padova.

Sebbene la sua distanza sia pari a 33 anni-luce, la sua magnitudine visuale è di 22.3, che è la brillantezza stabilita dalle ipotesi di Murray per una nana bruna nella Nube di Oort. Ciò dà un precedente per la scoperta di questa magnitudine. (5)

 

Scoperte delle nane brune

 

La nana bruna più conosciuta, e che possiamo vedere attraverso il limite terrestre tramite un telescopio da 60-inch (1.5m), è Gliese 229B scoperta nel 1995. Questo è un sistema binario con la nana rossa a massa-bassa Gliese 229B, ad una distanza di soli 19 anni-luce dal Sole.

La separazione tra la nana bruna e la sua stella compagnia è pari circa alla stessa di quella tra il Sole e Plutone.  La sua luminosità è quasi un decimo della stella più brillante. Il suo spettro presenta una forte presenza di metano e vapor acqueo. Il metano potrebbe non esistere se la temperatura superficiale fosse sotto i 1500K.

Gli astronomi considerano che abbia una temperatura pari a circa 900K (confrontando con Giove che ne ha 900K), la sua massa tra le 20 e 55 masse di Giove, e l’età del sistema binario tra 1 e 5 milioni di anni. Ha una foschia come uno smog che giace in profondità nella sua atmosfera, che la fa essenzialmente più luminosa nel visibile che in altre bande di osservazione. 

E’ possibile che luce ultravioletta dalla sua stella compagna cambi le proprie proprietà atmosferiche da quelle di un’isolata nane brune, come KELU-1. (1)  L’immagine soprastante mostra 3 nane brune confrontate con Giove, il Sole e la nana rossa Gliese A (6).  Nota le temperature molto più alte di queste nane brune confrontate a quelle di Giove.

Così le nane brune emettono luce visibile, benchè debolmente, ma è fresca abbastanza da trattenere atmosfera come un pianeta! Stelle e pianeti non così a lungo appaiono essere così interamente entità differenti. Immagina di vivere su una luna di una nana bruna: la stella oscura emetterebbe luce rossa e calore, ancora assomiglierebbe a giove riguardo all’estensione e la consistenza atmosferica. Quasi come Giove in fiamme, forse!

La tua luna non sarebbe solo riscaldata dall’intensa radiazione infrarossa della nana bruna, ma anche dai suoi effetti mareali (come Io e Europa sono scaldati dall’altrimenti fredda Giove), e dal suo ambiente a luce rossa.

Se la tua luna fosse di tipo terrestre, in alter parole se avesse oceani d’acqua e atmosfera ricca di azoto, non potrebbe esserci l’emergenza della vita intereamente possibile? Mark Marley sembra pensare così. Senza la pericolosa radiazione ultravioletta ei raggi cosmici emessi dal Sole, si potrebbe dire che questo tipo di ambiente sia attualmente preferibile a quello della Terra!

 

Brillamenti della corona solare

 

L’11 luglio , la Reuters rilasciò nuove notizie della sorprendente scoperta dei “Brillamenti Solari” emessi dalla vicina nana bruna, conosciuta come LP 944-20. Queste nuove scoperte sembrano riportare indietro il concetto che le nane brune possono agire come le stelle così bene come pianeti, benché ad un differente livello di magnitudine del nostro Sole.  Da notare che la nana bruna in questione è abbastanza di considerevole dimensioni, in ogni modo, e ci si sarebbe aspettati che fossero più simili alle stelle che ad un oggetto di poche volte le dimensioni di Giove. Non di meno, questo tipo di attività è chiaramente evidente su stelle fallite che sono incapaci di sostenere una propria fusione nucleare:

Ricercatori statunitensi dissero su Tuesday  che una famosa stella fallita come una nana bruna espulse un sorprendente brillamento a raggi X, sorprendendo gli scienziati che non si erano aspettati non più di qualche guizzo. La nana in questione, conosciuta come LP 944-20, è una delle più conosciute e studiate dagli astronomi perché è distante solo 16 anni luce dalla Terra. Questa è abbastanza vicina in termini cosmici, ma il motivo è perché le nane brune sono assai fievole, è visibile da Terra – con un telescopio – solo un debole puntino di luce. In ogni caso, gli scienziati possono capire da questo oggetti-puntino osservando nei raggi X che emettono. Questa nana bruna ha una massa pari a 60 volte quella di Giove ma solo il 6% della massa solare, ponendo questa sotto la soglia di massa di una stella reale.

Tramite il telescopio orbitante della NASA, Chandra X-Ray observatory (osservatorio Chandra a raggi X), gli astronomi osservarono LP 944-20 su un periodo di 12 ore lo scorso dicembre. Per le prime nove ore, essi non osservarono alcun raggio-X, poi invece osservarono un forte brillamento prima che decadesse nelle seguenti due ore.  Il brillamento era comparabile con un piccolo brillamento solare, ma un miliardo di volte più grande del brillamento a raggi X emesso da Giove, ciò lo affermò l’Aeronautica Nazionale e Amministrazione Spazio (NASA).

Lars Bildsten dell’University of California (università della California), Santa Barbara, disse che il brillamento è probabilmente correlato ai campi magnetici aggrovigliati tra la superficie della nana bruna, che sembra capace di generare raggi X.

Le Nane brune “sembrano avere una vita più eccitante di quel che si credeva,” Bildsten disse in un intervista telefonica. “Sono troppo grandi per essere pianeti e troppo piccole per essere stele, ma si vede che se se ne osserva una, essa dimostra di avere una forte attività…c’è azione in atto.” Il brillamento a raggi X che gli scienziati videro era molto distante da ciò che essi si aspettavano, Bildsten disse in un’affermazione: “ era come se noi stavamo cercando un puntino nel buio come la luce di una lampadina elettrica ed invece trovammo brillante flash di luce.'' (7)

Questa testimonianza è data per mantenere I miei propositi riguardo la Stella Oscura Nibiru, e sembra oscillare nell’argomento delle nane brune dall’identità di “pianeta” verso quella di “stella”. I passaggi nel Enuma Elish che descrive Nibiru come avente un “alone”, ecc. Che si adatta bene con la prova del brillamento solare. Le Nane brune, sebbene piccole come un puntino, emettono chiaramente luce a certe angolature.

 

La ricerca comincia

 

Gli astronomi stanno attivamente trovando nane brune nella posizione del cielo che la teoria della Stella Oscura predice ci sia la nascosta Nibiru. Nell’ottobre del 2001 astronomi europei localizzarono un campo di giovani nane brune nell’Ofiuco, la costellazione verso cui Nibiru si muoverebbe dopo aver raggiunto il suo afelio nell’Aquila (questo accadde nel 19esimo secolo):


"Fra le nubi dello spazio imbottite di stelle appena nate, gli astronomi hanno scoperto 30 nane brune difficili da trovare, stelle fallite che emettono pochissima radiazione. Le nubi di polvere sono vicino la stella r-Ofiuco, localizzata a 540 anni-luce di distanza nella costellazione dell’Ofiuco. Nidificando in queste nubi ci sono più di 100 stelle neonate –grandi,luminose e ovvie. Ma attraverso L’Osservatorio Spaziale a Infrarossi (ISO) dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), gli astronomi hanno scoperto pure la debole punta dei segni delle nane brune." (8)

Gli astronomi dicono che torneranno su questo campo stellare per un’osservazione più precisa su queste nane brune. Dato l’unico segno stellare di queste entità celesti, ci si domanda se esse possano inavvertitamente incespicare attraverso una nana bruna di larghezza pari ad un pianeta che si dovrebbe trovare molto, molto più vicina di questi campioni distanti.

 

Nana Bruna raffigurata stella orbitante

 

Proprio per la prima volta un oggetto orbitante un’altra stella è stato raffigurato, nonostante giacesse entro l’intenso bagliore del sole genitore. La nana bruna è più di 12 volte la massa di tutti i pianeti del sistema solare,  e sta orbitando la stella 15Sge ad una distanza di 14 Unità Astronomiche, equivalente ad un’orbita che starebbe tra Saturno e Urano nel nostro sistema.

"Questa scoperta implica che la nana bruna si associa alla media, stele simile al sole esistono ad una separazione confrontabile alla distanza tra il sole i pianeti più esterni nel nostro sistema solare," disse Michael Liu astronomo dell’università delle Hawaii." (9)

 

I ricercatori di pianeti orbitanti intorno ad altre stelle avevano posto il limite di lontananze nel rivelare le nane brune, pari al range del raggio orbitale osservato limitato a 4 AU.  Questo nuovo ritrovamento è l’equivalente di un pianeta “fuori del sistema stellare”, piuttosto che di un sistema interno, come precedentemente scoperto. La grandezza vera e propria della nana bruna orbitante 15Sge porta alla nostra conoscenza della formazione di pianeti in un ulteriore dubbio:

"Questa compagna è probabilmente troppo massiva per essersi formata nel modo che noi crediamo si siano formati I pianeti, cioè nei dischi circumstellari di gas e polvere quando la stella era giovane,” Liu disse in un discorso. “Questo ritrovamento suggerisce che una diversità di processi agisce nel popolare le regioni più esterne dei loro sistemi."(9)

Quello che è più eccitante riguardo questo ritrovamento è il potenziale per questa nana bruna di essere rappresentata più precisamente sul tempo. Lo scarico della corona emesso da questa stella oscura interagisce con il Vento Solare allontanandosi dalla 15Sge. Se la nana bruna avesse un’apparizione anomala, poi saremmo  capaci di confrontare questa con il mio modello teoretico per la comparsa di Nibiru nel momento che sarà ad una simile distanza dal Sole.

 

Pianeti attorno alla Nana Bruna

 

A NASA artist impressionLa conferma scientifica che pianeti possano formarsi attorno  a nane brune interstellari, in un modo simile a quelli che si formano attorno alle stelle  regolari, emerse nel 2001. I dischi di accrescimento furono trovati attorno a queste stelle fallite, alcune di queste erano piccole quanto 10 volte la massa di Giove. Ciò portò a speculare che alcune nane brune in orbitazione libera potevano avere pianeti orbitanti. Potrebbe qualcuno di essi  supportare la vita?

Charles J. Lada, un astrofisico dell’osservatorio astrofisico Smithsoniano (Smithsonian Astrophysical Observatory), non lo pensa. Un pianeta alla distanza della Terra attorno ad una nana bruna risulterebbe congelato per la bassa luminosità ricevuta e il basso calore che esce da una stella fallita in confronto al nostro Sole, Lada dice. Ma cosa succederebbe se I pianeti orbitanti fossero alla stessa distanza che hanno i satelliti di Giove da Giove stesso invece? Non cadrebbero nella “zona abitabile” di una nana bruna? Questa era la questione di cui non fu discusso durante la seria attenzione nella ricerca “seria” di E.T.  Ancora, la speculazione scientifica degli astrofisici Smithsoniani andò molto oltre la normale cautela scetticistica:

"Come per le nane brune in vicinanza, le nane brune più vicine in libera orbitazione scoperte dopo molto tempo (in studi separati) è distante circa 13 anni luce dalla Terra, e I ricercatori si aspettano di trovare nane brune più vicine ancora nei prossimi anni, possibilmente entro un anno luce dal nostro sistema solare, se le nane brune esistono in fatti così vicine al nostro Sistema Solare, darebbero credito al fatto che possano essere il centro di sistemi orbitanti di pianeti supportanti la vita. Per ora, l’oggetto candidato più vicino per pianeti orbitanti era Alpha Centauri, che dista 4.3 anni luce da noi. La nana bruna che si trovasse offrirebbe un meccanismo per la generazione di un pianeta proprio all’infuori del Sistema Solare." (10)

Alcuni scienziati sembrano svegliarsi in queste possibilità. Ma possiamo andare molto oltre a ciò. Durante la vita del nostro sistema solare, stelle e nane brune interstellari sarebbero state passate attraverso il nostro sistema solare, come Jack Hills calcolò nel 1981 (11). Una di queste potrebbe essere stata catturata, dal meccanismo Hills descritto nel 1985 (12). Forse una che molto tempo fa ricevette il nome di “Nibiru/Marduk”.

Un po’ più sotto questa pagina, leggeremo la diretta osservazione fatta nel 2005 del disco protoplanetario di una piccola Nana Bruna,  offrendo una prova convincente che queste stelle fallite nascono con dei propri sistemi planetari.

 

Osservata una Nana Bruna orbitante

 

Non sono state trovate nane brune orbitanti attorno le stele “standards” entro le 5 U.A. (U.A.=unità astronomiche, 1U.A. = distanza terra-sole media, circa 144milioni di chilometri), ma gli astronomi hanno osservato stranamente una di questi corpi celesti orbitare attorno ad una stella a bassa massa chiamata LHS 2397a.  Le teorie correnti dicono che le nane brune sono pressochè oggetti vaganti espulsi dal sistema stellare nel suo primo sviluppo, ma questa scoperta indica che questa teoria necessita di qualche nuova revisione. La domanda che ci si pone è perchè ne è  stata trovata una orbitante attorno ad una stella a bassa massa, quando non ce n’è alcuna presenza evidente attorno a stelle simili al Sole? Ma questo inaspettato sviluppo ha dato agli astronomi un’unica opportunità di fotografare una compagna nana bruna. Il basso livello di luminosità di LHS 2397  permette di distinguere la fievole luminosità della nana bruna, come mostra questa immagine.  Quello che è più eccitante  è che la separazione di questa nana bruna dalla stella di bassa massa è di solo 3 U.A.

Il commento fatto su questa scoperta fornisce anche qualche interessante lettura.

"Crediamo che le compagne di stelle a bassa massa sono distanti tipicamente 4 unità astronomiche dalle loro stelle primarie, questa è una distanza sorprendentemente piccola. “ disse Nick Siegler membro del team, un laureato dell’università dell’Arizona “ Più binarie massicce hanno separazioni tipiche vicino alle 30 U.A. , e molte binarie sono molto più ampie di questo valore." Le nuove osservazioni Gemini, Close disse “

, "implicano fortemente che le stelle di bassa-massa non hanno compagne che sono lontane dalle loro primarie."

Risultati simili sono stati trovati precedentemente da un team guidato da Dr. Eduardo L. Martin dell’università delle Hawaii Istituto di Astronomia in un rilevamento di 34 stelle a bassa-massa e di nane brune nell’ammasso delle Pleiadi tramite il telescopio spaziale Hubble. Questi due rilievi assieme dimostrano chiaramente che c’è una clamorosa scarsità di nane brune a separazioni maggiori di 30 U.A. dale stelle a bassa*massa alle nane brune"  (13)

 

Campioni di Tempo Meteorologico Potrebbero Spiegare

lo Splendore Anomalo di Nane Brune

 

Gli esperti di Nane Brune hanno provato a spiegare perchè molti di questi oggetti sono più luminosi di quello che dovrebbero essere realmente. Il senso comune detterebbe che come le nane brune fredde lungo il tempo, dal loro inizio infuocato, la loro relativa brillantezza dovrebbe anche diminuire concordemente. Apparentemente no. Usando modelli di metereologia derivati da quelli del sistema atmosferico gioviano, e applicandogli le nane brune, ne è emerso un modello che potrebbe spiegare l’anomalia:

"Non abbastanza massiccio da sostenere la combustione dell’idrogeno, come le stelle, nane brune andando verso stadi più freddi che gli scienziati osservano con telescopi che possono analizzare energia infrarossa. Essi appaiono come un debole bagliore, come una brace da un fuoco che fornisce sia energia sotto forma di calore sia sotto forma luminosa che si affievolisce.

Gli astronomi si aspettavano che le nane brune, come la maggior parte degli oggetti dell’universo, perdono luminosità costantemente parimenti al loro raffreddamento. Comunque, nuove osservazioni mostrarono che durante una fase relativamente piccola, le nane brune appaiono diventare più brillanti più si raffreddano. La spiegazione sta nelle nubi. Ameno 25000 volte più deboli del sole, le nane brune sono ancora incredibilmente calde , con temperature alte come 3.140 Fahrenheit (2000 gradi Kelvin). A talli temperature, sostanze come il ferro e la sabbia sono in forma gassosa. Come le nane brune raffreddano, questi gas condensano in atmosfera in goccioline di liquide simili alle nubi acquose sulla Terra.

Appena le nane brune si raffreddano ulteriormente, I modelli di tempo atmosferico causano un rapido sgombro di nubi;  come le nubi sono cacciate via dalle tempeste, la luce infrarossa brillante dall’atmosfera più calda sfugge tra le nubi, dando conto all’inusuale brillantezza delle nane brune.

"Il modello sviluppato dal gruppo contrassegnò per la prima volta le caratteristiche di un limite molto largo di nane brune, ma solo se si considera la nube spazzata via,” Burgasser disse. “Mentre molti gruppi avevano nascosto quelle strutture a nube quando i fenomeni meterologici si sarebbero presentati, noi crediamo che abbiamo attualmente dimostrato che i questi cambiamenti atmosferici sono presenti e che possono  essere particolarmente drammatiche."" (14)

Ho spesso paragonato l’apparizione di Nibiru ad un pianeta che brucia senza fiamma come un tizzone ardente. Data qui sopra la citazione vivida,  sembro voler essere giustificato nel fare questo appunto. Anche se Nibiru è molto vecchio, e tuttavia un esempio freddo di una nana bruna, penso che questa ricerca sia utile. Dopotutto, se Nibiru entrasse nel sistema solare durante il perielio, l’avvertimento sarebbe visto come un risultato che dà un’immensa tempesta nella sua atmosfera, e il modello descritto prima ci permette di predire come potrebbe portare ad un accrescimento nell’emissione di luce e calore da parte di Nibiru. Il pianeta Nibiru al perielio apparirebbe come una brace riaccesa, apparentemente come risultato di pulizia dalla copertura delle sue nubi!

 

LEffetto Phoenix (Fenice)

 

Se il Sole avesse davvero una compagnia  massiccia, dovrebbe essere al confine tra un pianeta massiccio e una piccola nana bruna, allora come apparirebbe agli osservatori se arrivasse nel sistema solare al perielio? La risposta a quella questione dipende moltissimo sull’età della nana bruna, ma è spesso dimostrato che una vecchia nana si sarebbe essenzialmente estinta. Così se Nibiru, che ha similmente l’età del Sole (poiché entrò nel sistema solare solo mezzo miliardo di anni dopo la sua creazione e così probabilmente provenne dallo stesso pulviscolo stellare), è una nana bruna piccola, dovrebbe essere grande quanto Giove. Così l’argomento prosegue.

Naturalmente, noi non sappiamo con sicurezza, perchè nane brune vecchie non sono mai state trovate, essendo di dimensioni troppo minuscole per gli odierni telescopi. Ma ci sono indicazioni che stiamo sottostimando l’energia potenziale che fuori esce dalle nane brune che hanno un po’ più di massa di Giove. La recente rivelazione di attività di raggi X  dalla piccola nana bruna TWA 5B dal telescopio Chandra è proprio il caso in questione:

"Una osservazione dal satellite Chandra rivela i raggi X emanati da TWA 5B, una nana bruna orbitante che orbita intorno ad un giovane sistema stellare binario conosciuto come TWA 5A. Il sistema stellare è distante 180 anni luce dalla Terra ed è un membro di un gruppo di circa una dozzina di stelle giovani nella costellazione dell’Hydra (idra, grande costellazione osservabile nell’emisfero meridionale terrestre, ascensione retta 10°, declinazione 20° sud, conosciuto con il nome anche di Serpente Marino). La nana bruna orbita intorno alle stelle binarie ad una distanza circa pari a 2.75 volte quella di Plutone intorno al Sole.

"Le giovani nane brune, come le giovani stelle, hanno regioni interne turbolenti. Quando c’è rotazione rapida, questo moto turbolento può portare ad un disomogeneo campo magnetico che può riscaldare le atmosfere più esterne, o corone, a qualche milioni di gradi Celsius. I raggi X  provengono dalla corona calda sia di TWA 5° che di TWA 5B.
 

Si stima che TWA 5B abbia una massa pari tra le 15 e 40 volte quella di Giove, facendone una delle nane brune meno massive fin d’ora conosciute. La sua massa è abbastanza vicina al confine di distinzione tra pianeti e nane brune (circa 12 masse di Giove), così questi risultati potrebbero avere implicazioni per il possibilile ritrovamento di raggi X da pianeti di massa rilevante attorno a stelle" (15)

Anche il fatto che l’emissione provenga dalla corona calda delle nane brune è interessante , perchè la forma della corona potrebbe essere dettata dal vento solare della stella principale nel sistema. Nel caso di Nibiru questo può portare ad una fiammante coda cometaria nella forma di una magnetosferia planetaria spazzata via dal Sole nel suo approccio al perielio. Di qui l’effetto Phoenix (Fenice). L’immagine di Chandra mostra questo effetto? Sfortunatamente la risoluzione e il complessivo bagliore è un problema maggiore per risolvere a tale questione. Ma questa informazione incoraggia non di meno.

 "Questa nana bruna è brillante come il Sole oggi alla luce dei raggi X, mentre ha una massa pari a 50-volte quella del Sole,” disse Tsuboi. "Questa osservazione, in questo modo, dà la possibilità che anche pianeti di grande massa possano emettere raggi X da loro stessi durante la loro “gioventù!”

Questa ricerca su TWA 5B fornisce un legame tra uno stato attivo a raggi X in una nana bruna giovane (di circa un milione di anni di età) e un più tardo e tranquillo periodo delle nane brune quando raggiungono un’età tra i mezzo miliardo e il miliardo d’anni." (16)

Questi sono certamente tempi interessanti...

 

Dalla Bocca del Cavallo (Horse's Mouth)

 

Per un breve periodo ho lavorato strettamente con il ricercatore Rejasun. Sebbene non sia un astronomo accademico, il suo interesse a lungo termine nella sua idea riguardo il nostro sistema solare, che fosse un “binario”, lo spinse fortemente ad addentrarsi bene nello studio dell’astrofisica. Recentemente, scrisse ad uno dei più esperti conoscitori di nane brune, J.D. Kirkpatrick, e chiese, tra le alter cose, se una vecchia, piccola nana bruna fosse ancora capace di “bruciare” e quindi di esser ancora luminosa. Sembra ora che se, per esempio, Nibiru fosse una piccola nana bruna di pari età al nostro  Sole, allora ci si dovrebbe aspettare l’emissione di luce “a causa dell’intensa superficie della gravità che conseguentemente all’attività degli effetti magnetici sulla nana bruna” (parole di Raja).

Raja: "L’incidenza/frequenza dei bagliori di raggi X è direttamente correlata all’età e Teff (Temperatura efficace) di una BD (nana bruna – brown dwarf)? C’è una relazione tra la riduzione dell’emissione di raggi X e l’accrescimento di emissione radio delle BD( es. decrescita dell’emissione in X porta all’accresimento dell’incidenza dei “bagliori” radio)?”

J. D. K.  "E’ proprio ciò che stiamo cercando di determinare, ma la comunità delle nane brune non ha avuto disponibilità di molto tempo per investigare su queste argomentazioni nell’usare I telescopi Chandra e XMM. Tenendo in mente che parte della nostra incapacità di rispondere a questa questione viene dal fatto che le nane brune, anche quando brillano, sono piuttosto deboli in X. I gruppi per Chandra e XMM sono stati riluttanti a dar tempo per questi progetti perché la maggior parte delle nane brune saranno totalmente invisibili alle lunghezze d’onda dei raggi X a meno che non sei fortunato e succede che ne trovi una mentre brilla.  

Dr Kirkpatrick raccomandò gentilmente queste utili rappresentazioni artistiche di vari tipi di nane brune:

 

"Tutti gli oggetti sono proiettati sulla stessa scala. All’estrema sinistra  vi è parte del Sole. Alla sua destra è mostrata una stella di piccola massa (la cosiddetta “late-M dwarf”), una coppia di nane brune (una più calda “L dwarf” e una più fredda “T dwarf”), e il pianeta Giove. Questi oggetti hanno masse intorno alle 1050 volte quelle di Giove (per il Sole), tra le 75,65,40, e 1 massa di Giove per le late-M dwarf, L dwarf, T dwarf, e Giove, rispettivamente. I colori  delle nane brune sono scelti per sottolineare l’età di un miliardo d’anni. Nonostante il range di massa, tutti e Quattro gli oggetti di piccola massa sono approssimativamente della stessa misura, 10 volte più piccoli del diametro del Sole. [Questa immagine] mostra come questi oggetti possano apparire all’occhio umano: le nane M e L sono rosse mentre la nana T è leggermente Magenta, per la mancanza di luminosità – attualmente gli assorbimenti degli atomi di sodio e potassio – nella porzione verde dello spettro." (17)  

Egli raccomandò pure un recente articolo di Adam Burrows, et al (et alumni = e collaboratori minori), riguardante modelli teoretici di nane brune.  Nell’estratto c’era questa rimarchevole riga: "Questi cambiamenti suggeriscono ragioni fisiche di aspettarci l’emergenza di almeno una nuova classe stellare prima delle T dwarfs. I nostri modelli spettrali popolati, con nane brune più fredde sono progressivamente simili a oggetti planetoidi, la mancanza teoretica tra l T dwarfs conosciute e i pianeti giganti conosciuti. Tali oggetti sono presenti nella galassia, ma il oro numero non è ancora conosciuto." (18)  

Tutti questi sembrano suggerire che le vecchie nane brune non possono semplicemente essere consegnate al pattume della planetaglia. C’è  una crescente flessibilità  costruita in queste considerazioni che permettono a simil-pianeti come le nane brune con residue caratteristiche stellari. Questo colmerebbe prontamente il quadro di una compagna binaria al nostro Sole che scampava sempre al ritrovamento, ma che era ancora capace di alcune sorprese.

 

Scoperta 1 Binaria simile a Nibiru

 

La possibilità di scoprire un sistema binario per una nana bruna ha accresciuto la potenzialità di un quasi simile sistema binario separato per il nostro sole. Le due nane brune sono separate di circa 240 U.A., o 240 volte la distanza Terra-Sole. Questo si riferirebbe alla distanza di un semiasse maggiore per un’orbita di 3500 anni, simile a quella visionata per Nibiru. Questo è un ritrovamento molto raro, e rompe l’impronta per tale sistema binario, che tende a separare distanza che sono una frazione di questo . Gli astronomi sono generalmente scettici a ritrovare pianeti a queste distanze, perché credono che le orbite sarebbero più facilmente soggette a perturbazioni, e le binarie vengono meno.

Questa scoperta deve portare questa lungamente mantenuta credenza alla questione. La scoperta fu fatta da Kevin Luhman, dell’università di Harvard, Massachussetts. Seguendo le nane brune giovani per studio, preparò I telescopi Magellano all’Osservatorio Las Campanas del Cile per un ammasso stellare di 540 anni luce di distanza nella costellazione del Camaleonte. Egli trovò una coppia di nane brune, e questa scoperta ha conseguentemente riaperto il dibattito su come avviene la formazione delle nane brune.

"Calcoli hanno mostrato che le nane brune stavano orbitando attorno a se stesse a 240 volte la distanza Terra-Sole, una distanza 10 volte più grande delle altre coppie di nane brune.

"Poichè anche il più debole strappo potrebbe capovolgere questo fragile bilancio, Luhman suggerisce che la coppia non potrebbe essersi formata da un violento getto. Invece, si dovrebbe essere formata in un piccolo collasso gravitazionale, come le stelle.

"Gibor Basri, un astronomo dell’università della California, Berkeley, e uno dei primi pionieri della ricerca sulle nane brune, concorda. “ La distanza tra la maggioranza delle altre binarie è molto piccola. La separazione tra la maggioranza delle altre binarie è molto piccola. La separazione estremamente grande in questa binaria mostra che lo stesso processo che formò le stelle estende pure i corpi di piccola  massa." " (19)

Altri recenti ritrovamenti scientifici suggeriscono che il Sole ha Davvero  un grande corpo che gli gira attorno, più grande del pianeta Giove.  Questa scoperta mostra che una binaria  con una nana bruna può formarsi a questa distanza, e rimane stabile. Questo suggerirebbe che la presenza di una antica nana bruna come compagna del Sole non dovrebbe essere persa lungo il tempo. Potrebbe essere ancora lì fuori, e può descrivere un’orbita che è allettantemente vicina a quella del mitico Nibiru.

 

Piccole Nane Brune hanno i loro Propri Pianeti

 

Artrist's concept of brown dwarf disc'Nuovi Scienziati hanno riportato una rimarchevole scoperta circa la formazione  di un sistema planetario attorno ad una piccola Nana Bruna. Perché il bagliore della Nana Bruna è così molto più piccolo di quello di stelle “regolari”  che fu possibile immaginare direttamente il materiale in un disco attorno ad esso. Qualcuno di questo materiale ammucchiato indica la formazione di pianeti. E’ stato pensato che la massa totale del sistema protoplanetario orbitante una Nana Bruna sarebbe equivalente a circa il 10% della massa propria di una Nana. Ciò fornisce abbastanza materiale per formare pianeti come Saturno, proprio come un numero pari ai mondi terrestri.

Le Nane rune in questione sono distanti circa 500 anni luce nella regione di cielo conosciuta dagli astronomi come Camaleonte !, che è conosciuta come una “nursery Stellare” (un luogo dove nascono le stelle). Il disco fu osservato dal telescopio Spitzer, apparendo relativamente luminoso nella parte infrarossa dello spettro.

Il ritrovamento ha instaurato speculazioni nella comunità scientifica che i pianeti in cui c’è vita potrebbero essere scoperti attorno alle Nane Brune:

"La temperatura di superficie della mini nana bruna è di circa 2000°C, che significa che ogni pianeta da 1.5 a 7 milioni di chilometri di distanza potrebbe mantenere acqua liquida. Il disco probabilmente si accavalla in questo range" (20)

Non solo questo, ma scoprendo tali mondi in questi tipi di sistemi potrebbe attualmente essere più facile  osservare pianeti in sistemi di stelle più classici, dove il bagliore delle stelle rende pochissimo visibile molto di quello che c’è  nelle immediate vicinanze. Solo recentemente si può raffigurare un pianeta di grossa massa orbitante in torno ad una Nana Bruna (21).

Il gruppo scientifico, guidato da  Kevin Luhman dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics a Cambridge, Massachusetts, US, spera di estendere la sua ricerca anche a più piccole nane brune per vedere a che livello di grandezza minima possa essere una formazione planetaria., ma apre anche le porte ad una più urgente speculazione sulla natura di una binaria Compagna Nana Bruna nel nostro Sistema Solare, che tale oggetto dovrebbe essere scoperto in futuro. Il potenziale  che la vita si possa essere sviluppata in tale sistema accresce; per lo meno, questo è il verdetto della scienza!

 

Trovata Nana Bruna Sole

 

OGLE-TR-122bCome già è stato menzionato in questa pagina, le nane brune sono pianeti di grande massa che si sono accresciuti molte volte di più della massa di Giove. Ancora permangono della stessa misura approssimativamente. Invece, il peso è confinato in una zona circa quanto Giove, e questo le fa crescere in densità. Questo, allora, rende il loro livelli di attività, così grandi più dell’intera massa gassosa di Giove come la sua gravità di superficie li rende di massa sempre più grande.  

Sebbene questa idea generale fu accettata, è ancora pensato che le nane brune crescerebbero normalmente in grandezza come si muovessero verso una tipica stella nana, come una nana rossa.

 Comunque, gli scienziati sul programma OGLE hanno analizzato una particolare binaria nana bruna, che sta orbitando vicino una stella simile al Sole verso il centro della Via Lattea, questo sui grafici. Essi hanno scoperto, a loro sorpresa, che questa compagna binaria splende come il Sole ed è solo il 16% più grande di Giove (22).   

Questo è incredibile, perchè la compagna binaria è 50 volte la massa di Giove, quindi molto densa (23).  Precedentemente, le nane brune di questa magnitudo erano pensate oggetti molto più grandi.  

Quello che sorprende di più è che questo ‘oggetto sub-stellare’ è simultaneamente nel range di massa delle nane brune, splendono come il Sole ma la loro dimensione è quella di un normale pianeta! Come è possibile questo mixing?  Ciò, naturalmente dimostra che ci sono vari tipi di nane brune.   

Questa qui è una Dark Star che non è ancora remotamente dark...

 

Giovani Nane Brune emettono Getti Massivi

 

Come il tempo passa, il consenso  entro la comunità scientifica sembra essere che le nane brune siano più stelle che pianeti. Esse sono state viste avere dischi di polvere propri, a ora sono stati visti emettere getti caldi di materiale, in un modo simile alle stelle normali durante il passo di nascita celeste:

"Ricercatori, guidati da Emma Whelan dell’istituto di ricerca avanzata di Dublino (DIAS), hanno osservato un getto che si estende 1.5 miliardi di chilometri da una nana bruna in una incubatrice di stelle chiamata Rho Ophiuchi. Getti simili sono stati trovati attorno a stelle massive giovani e si pensa che si siano formate da materiale nel disco che circola attorno ad esse.  Le stelle crescono quando la material cade su di loro dal disco, ma i campi magnetici delle stelle incanalano circa un decimo di quella materia attraverso i loro getti. Questa osservazione di un jet, combinata con un ritrovamento indiretto di un disco apparentemente grande attorno ad una nana bruna, suggerisce che “ si siano formate come stelle ordinarie piuttosto che essere espulse”, dice il membro del gruppo  Thomas Ray di DIAS. "Ma ciò potrebbe portare a dire che le nane brune si formano in due metodi."" (24) 

Questo ha implicazioni per la Dark Star Theory.  Primariamente,aumenta l’ipotesi che una nana bruna incisa nel Sistema Solare si sarebbe sviluppata come un’entità stellare di proprio diritto. Potrebbe aver fatto questo come una solitaria compagnia binaria del Sole, entro un pacchetto denso di una nursery stellare. Questo rende un buon senso ad ogni modo, perchè la possibilità del Sole di catturare una compagna interstellare nella forma di una nana bruna simile ad un pianeta che emette un getto è abbastanza remota. Per lo meno ad un livello statistico. L’orbita di questa solitaria compagna binaria potrebbe essere stata alterata col tempo, portandola ad una vicina prossimità con la zona planetaria del Sole ad un certo punto (probabilmente durante il ‘tardo, grande bombardamento’ circa 3.9 miliardi di anni fa).  Di qui, giocò una parte nel conformare il sistema planetario solare, creando le varie anomalie che troviamo oggi. 

I getti del materiale emesso dalle giovani nane brune serve pure ad indicare la rimarchevole attività  di questi oggetti, e la reale potenzialità delle qualità simili alle stelle anche per le più vecchie nane brune, come la potenziale orbita propria attorno alla nostra stella. Io sospetto che sono state generalmente sottostimate.

 

Young Brown Dwarfs have Proto-planetary Discs

(21st October 2005)

Are brown dwarfs planets or stars, or a bit of both?  They increasingly resemble stellar class objects, and this has been highlighted by the discovery of proto-planetary discs around several classic brown dwarfs in the Chamaeleon constellation. 

"The astronomers discovered that five of the six disks contain dust particles that have crystallized and are sticking together in what may be the early phases of planet assembling. They found relatively large grains and many small crystals of a mineral called olivine.

""We are seeing processed particles that are linking up and growing in size," said Dr. Ilaria Pascucci, a co-author also of the University of Arizona. "This is exciting because we weren't sure if the disks of such cool objects would behave the same way that stellar disks do." The team also noticed a flattening of the brown dwarfs' disks, which is another sign that dust is gathering up into planets." (25)

The potential for the study of planets forming in brown dwarf star systems is huge.  Firstly, it is thought that brown dwarfs are as numerous as traditional stars.  Secondly, in the case of a brown dwarf system, the reflected light from candidate planets orbiting brown dwarfs would not be so overwhelmed by the brilliant light of the parent star.  This would make it easier to differentiate smaller planets in this kind of dwarf system, and to analyse the composition of planetary atmospheres.  Thirdly, undiscovered brown dwarfs may well lurk between here and the nearest stars, offering the potential for the discovery of closer planets than previously thought.

Might a brown dwarf companion to the Sun remain undiscovered, with its own system of planets?  This new evidence at least suggests that if a companion is out there, then it is probably not alone...

 

Scritto da Andy Lloyd, author of 'The Dark Star' (2005), 'Ezekiel One' (2009) and 'The Followers of Horus' (2010)

Traduzione in italiano scritta da Mattia

Sono felice di comunicare i lettori di Dark Star che un libro sulla teoria della Dark Star intitolato “The Dark Star” sarà pubblicato dalla Timeless Voyager Press negli U.S.A.. (in inglese ovviamente) Il libro coglie la grande scenza ed è carico di nuove eccitanti idée. Se siete interessati nel ricevere informazioni a riguardo prego scrivetemi un’email (in inglese) intitolata “Dark Star Book”.  

 

Referenze

 

1)  R. Naeye  ‘Astronomy’ Aug 1999, p36-42
2)  C. Sagan "Pale Blue Dot" p392 Headline Book Publishing
3)  Correspondence from M. Marley, 28/1/00
4)  David Griffin "How can we detect Brown Dwarfs?" 1998
5)  ESO press release 7/97 "A Faint and Lonely Brown Dwarf in the Solar Vicinity".
http://www.eso.org/outreach/press-rel/pr-1997/pr-07-97.html
6)  Thanks to James Monds http://sci.esa.int/content/news/index.cfm?aid=18&cid=12&oid=28886
7)  Reuters, 11 July 2000, By Deborah Zabarenko, Washington
8)  "Nest of Elusive Brown Dwarfs Seen in Stellar Nursery" Thanks to JJK and Damon Elkins
http://space.com/scienceastronomy/astronomy/brown_dwarfs_011025.html
9)  R. Stenger  "In a first, object near a star caught on camera" 7 Jan 2002, with thanks to Allene Keller and Theo
http://www.cnn.com/2002/TECH/space/01/07/brown.dwarf/index.html
10) R. Britt "Dark Planets May Orbit Strange Nearby Objects" 7th June 2001, painting by B. Scott Kahler
http://www.space.com/scienceastronomy/astronomy/aas_browndwarfs_010607.html
11) J. Hills  Astron. J. 86, 1730 (1981)
12) J. Hills  Astron. J. 90, 1876-1882 (1985)
13) "Brown Dwarf Found Orbiting Star at Earth-like Distance"  http://www.cosmiverse.com/news/space/space05210207.html
      With thanks to Brant McLaughlin and David Pearson
14)  Astronomers Find Jupiter-Like Weather On Brown Dwarfs  http://www.spacedaily.com/news/extrasolar-02l.html
      Or  http://www.ucla.edu/Templates/NewsItem1.html23rd May 2002 Thanks to Brant
15)  "TWA 5B: X-Rays Found From a Lightweight Brown Dwarf"  http://chandra.harvard.edu/photo/2003/twa5b/
      With thanks to James Monds
16)    "X-rays found from a lightweight brown dwarf" http://www.spaceflightnow.com/news/n0304/14browndwarf/
17)    "An Artist's View of Brown Dwarf Types" Dr. Robert Hurt of the Infrared Processing and Analysis Center  http://spider.ipac.caltech.edu/staff/davy/2mass/science/comparison.html
18)  A. Burrows et al "Beyond the T Dwarfs: Theoretical Spectra, Colors, and Detectability of the Coolest Brown Dwarfs" astro-ph/0304226 April 2003, with thanks to J.D. Kirkpatrick and Rajasun

19)  Amitabh Avasthi "Brown Dwarfs win Star Status" 9th July 2004 http://www.newscientist.com/news/news.jsp?id=ns99996133  With thanks to David Pearson

20)  Hazel Muir, "Brown dwarf may someday harbour habitable planets" 8th February 2005, http://www.newscientist.com/article.ns?id=dn6977 with thanks to Peter Gersten, among several others!

21)  'Astronomers discover beginnings of 'mini' Solar System'  JPL/NASA 7th February 2005 http://www.jpl.nasa.gov/news/news.cfm?release=2005-022 With thanks to Monika Myers and James Monds

22)  The Guardian "Hot Star Shines in Tiny Role" p11, 5th March 2005

23)  Robert Roy Britt  "Newfound star smaller than some planets" 3rd March 2005  http://msnbc.msn.com/id/7081156/

24)  Maggie McKee Violent jet detected spewing from brown dwarf" 24/6/05 http://www.newscientist.com/article.ns?id=dn7569&feedId=online-news_rss20 Nature (vol 435, p 652), with thanks to Shad Bolling and David Pearson

25)  Spitzer Press release "NASA's Spitzer Finds Failed Stars May Succeed in Planet Business" 20th October 2005 http://www.spitzer.caltech.edu/Media/releases/ssc2005-21/release.shtml  With thanks to Monika, David and Peter

 


 

· "Ricevendo massa, le nane brune non si ingrandiscono ma accrescono la loro densità. Da 70  a 20 volte la massa di Giove sono sempre della grandezza di Giove

· Nane brune non sono marroni, ma rosse ai nostri occhi. 

· Le nane Brune irradiano per lo più in infrarosso.

. La densità media delle nane brune è di circa 70grammi per centimetrocubo , 5 volte quella al centro della Terra.” (1)

Nota del traduttore: calcoli sulla cinematica del Sole in seno ai moti della galassia (Via Lattea) dicono che non può esistere una compagnia binaria, ma è stato visto dai dati osservativi anche che il Sole a differenza delle altre stelle presente una diversa metallicità: molto più elevata. Certe parti delle fisica cosmica non sono ancora conosciute (come la fisica dei buchi neri all’interno, particelle teorizzate, ma non ancora rilevate come i tachioni, il neutralino…o come le onde gravitazionali…), come non è ancora possibile una “cartografia” dell’intero sistema Solare o dei suoi confini in dettaglio (come prendere la minor strada da Napoli a Gaeta per esempio…. Una possibile compagna binaria del Sole non è mai stata osservata o stabilita, ma  potrebbe essere ancora plausibile la presenza di questa, che se esistente, potrebbe essere non rilevata  per le sue piccole dimensioni per gli strumenti usati ora,  per la sua composizione o anche per la sua posizione….e quindi forse i metodi per una possibile rivelazione di Nibiru,Nemesis o come si vuole chiamarla (io la chiamerei “Bombomachides”, spero sappiate il latino….) potrebbero essere i meno usati ai livelli odierni o qualcosa più vicino alla rivelazione delle onde a lunghezza vicino a quella degli X o infrarossi…….oppure quest’ultima mia è solo un’idea per qualcos’altro.

Mattia (Tencarola)

Note of the translator: calculations on the cinematic of the Sun concerning its galaxy (Milky Way) says that it can not exist a binary companion, but it has also been seen from observational data  the Sun has an high metallicity despite the other stars.

Some sides of the physics of the cosmos are not clear and known yet (as physics of the interior of a black hole, theoric particles, but not yet discovered as tachions,neutralinos….or as gravitational waves….), as it is not yet possible a complete map of our solar system and its boundaries in details (as going from Scarborough to York in 30 kilometres or from Padova to Tencarola in only 6 kilometres ;) ) A possible binary companion of the Sun is never been observed till now or established, but it could be possible the presence of this one which, if it were alive (if it existed), could be not revealed (detected) for its small dimensions for nowadays instruments of detection,  for its composition or for its position too…and so the methods to discover Nibiru or Nemesis or how you want to called it (I would call it “Bombomachides”) , could be the least used now or machine of relevations to wavelengths next to X-rays-wavelength or IR…..or my last one is only an idea for something else.